SAN GIUSEPPE: LA CENA

La Cena viene allestita da una famiglia per la " grazia " ricevuta .
Ha inizio  il primo venerdì di Marzo con la semina del " lauri ".
Viene affissata alla parete  di una stanza una coperta importante,
con intorno una cornice di arance amare e limoni .
Sulla tavola si stende una tovaglia bianca e intorno ai tre lati
per ornamento " la sbota " (balza di tessuto finemente ricamata).
Al centro della tavola, in un altare si appoggia il quadro della Sacra Famiglia,
davanti al quale arde la " lampa " a olio e lateralmente
due portafiori contenenti " u balicu "(le violacciocche) e a " fresia " (la fresia) ,
accanto a questi si mettono due o quattro piatti di grano germogliato , " u lauri ".
Intorno all' altare, si dispone il pane in diverse forme, lavorato a punta di coltello,
bucherellato con le punte di una forchetta, e striato con un pettine :
" i ucciddati, a spera, u vastuni, a varva, e u pani minutu "
(rosette, galli, pesci, grappoli d'uva, a altre forme) .
" I ucciddati" sono tre o multiplo di tre, in base alla promessa fatta al Santo.
Sopra ad ognuno c'è un pasticcio di spinaci e un piatto di fritture:
polpette di riso, baccalà, frittate di asparagi o amarelli .
A lato di ogni " uccidatu " si colloca un finocchio,
davanti invece, una bottiglia di vino sulla quale è posta un'arancia .
Completano la tavola tanti tipi di biscotti : al latte, savoiardi, bolliti,
e dolci tipici come : " cicirieddi, mastazzola, cubbaita, torrone, cassata di ricotta ...