Comune di Santa Croce Camerina
E' sicuramente un paese ricco sia di arte e di storia antica,
le sue origini risalgono alla fondazione di Kamarina, nel 598 a.C,
come colonia di popolamento e “punta avanzata” di Siracusa,
crocevia di molte rotte mediterranee, e centro di irradiazione della civiltà greca nel territorio Ibleo.
Nei secoli successivi Kamarina ricorda periodi di sviluppo, alternati da altri di distruzioni e miseria,
ritornando ad essere popalare e attiva, fin quando fu devastata dal console romano Attilio Calatino .
I kamarinesi superstiti a questo drammatico evento si rifugiarono nell' attuale Santa Croce,
in particolare nelle zone di Cinta San Martino, Mirio, Punta Braccetto, Vigna di mare, Casuzze,
dove formarono alcuni villaggi separati che presero il nome di Kaucane .
Nel secolo V d.C, nei cosiddetti villaggi ebbe inizio l'età del Cristianesimo confermata
da presenze di chiesette e necropoli tuttora esistenti , inoltre sorse un piccolo santuario,
che raffigurava l' immagine di Sant' Elena con la croce del Cristo.
Sia la contrada e l'abitato che in seguito si sviluppò presero il nome da questo dipinto,
quindi i documenti di quell' epoca attestano che il casale viene chiamato Santa Croce.
Negli anni della dominazione bizantina le kaucane furono vittime delle incursioni dei pirati,
che le devitalizzarono sempre più fino a privarle della originaria capacità di richiamo.
Sotto la dominazione araba il territorio registrò un piccolo risveglio, soprattutto economico,
per la cura rivolta alle attività agricole, in luoghi che vennero valorizzati ed ebbero un nome;
Rascarami (Capo Scalambri), Ain keseb (Punta Secca), Favara, Ain-amnis (Donnanna), Ain-zufer (Sughero).
Ebbe iniziò una fase di decadenza che durò per circa due secoli, causando l'abbandono di queste zone .
Con Ruggero II il Normanno, la contee di Modica e di Ragusa furono donate a Silvestro (conte di Marsico)
lo stesso che nel 1151 ricevette le terre di Rosacambra e il Casale di Santa Croce, le quali
vennero affittati per un lungo periodo e nel 1470 ceduti al nobile modicano Pietro Celestri,
che ne divenne barone e si preoccupò del loro sviluppo sia demografico che ambientale .
Infatti la popolazione aumentava sempre di più, nacquero le prime case, le stalle,
le prime organizzazioni urbane che costituirono il Casale di Santa Croce.
Nel 1494, il decesso di Pietro Calestri registrò un forte calo demografico e i pirati assalivano le coste .
Nel sec. XVI Gian Battista Celestri marchese di Santa Croce contribuì alla crescita del paese,
fece anche restaurare due torri di difesa a Scaramia, e gli abitanti non temevano più l'ingresso dei pirati .
Nel 1812 il Parlamento Siciliano ha emesso il decreto per l' abolizione della feudalità,
Santa Croce essendo divenuto un comune libero ottenne il suo Decurionato . |